Burano: L'isola dei merletti
 

Burano: un'isola colorata

 

Burano si può dire che sia l’isola più colorata della Laguna grazie alle facciate delle case dipinte di rosa, di blu, di verde, di azzurro; gli abitanti decisero di dipingerle per dare un modo ai pescatori di riconoscere la propria abitazione quando tornavano dalla pesca e la nebbia avvolgeva l’isola. La casa più famosa di Burano, che è dipinta con tutti i colori, è “la casa di Bepi”.

Il nome Burano deriva  da una delle sei porte di Altino: Porta Boreana che era posta proprio a nord-est, direzione da cui soffia la bora. Si divide in isolotti collegati da ponti, uno dei quali la collega all’isola di Mazzorbo.

L’unica piazza di Burano è piazza Galuppi con la chiesa di San Martino Vescovo; si nota la forte pendenza del campanile dovuta ad un cedimento delle palafitte sulle quali è stato costruito. Al centro della piazza si trova la statua di Baldassarre Galuppi, “el buranelo”, famoso organista e compositore, nato a Burano nel 1700.

 

Le storiche tradizioni

 

Mentre anticamente era un’isola di pescatori e di agricoltori, oggi è nota in tutto il mondo per la lavorazione del merletto ad ago. L’arte del merletto appare ai primi del 1500 e Venezia ne divenne un centro importantissimo. Verso la fine del 1800, grazie all’iniziativa del signor Fambri e all’attenzione della contessa Marcello venne fondata la scuola e il laboratorio dei Merletti, sotto il patrocinio della regina d’Italia, Margherita di Savoia.

L’unica referente della scuola era la vecchia Cencia Scarpariola che, a quel tempo, aveva circa ottantanni ed era quasi cieca, ma che era l’unica che ancora conosceva il segreto del “punto burano” che insegnò alle giovani allieve. 
Il dolce tradizionale dell’isola è il Bussolà, un biscotto a forma o di ciambella o Esse (S), fatto di uova farina e burro. Per un dolce sosta, l'indirizzo da non perdere è il panificio Palmisano Carmelina nella piazza dell'isola.

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