Campo del Ghetto Nuovo, Campiello dell'Anconeta e Campo della Maddalena

Campo del Ghetto Nuovo

 

Campo del Ghetto Nuovo, il centro della comunità ebraica. Come molti altri termini internazionali, la parola Ghetto deriva dal veneziano, dal verbo ‘gettare’, poiché nel medioevo questa zona era l’antica fonderia di Venezia dove si gettava il ferro. Il ghetto di Venezia è il più antico al mondo, ed era sin da subito isolato dal resto della città; le porte di entrata ed uscita venivano chiuse al tramonto, e sorvegliate da una guardia veneziana stipendiata dalla stessa comunità ebraica. Lo stato veneziano capì ben presto che il Ghetto era una fonte di guadagno inestimabile, e gli abitanti al suo interno dovevano pagare enormi somme di denaro semplicemente per poter rimanere in città. Nonostante gli ebrei non fossero trattati molto bene a Venezia, si sentivano più al sicuro qui che in qualsiasi altra parte d’Europa, soprattutto perché Venezia da sempre era avversa a fanatismi religiosi o razzisti. Shakespeare, che nel suo Mercante di Venezia raffigurò benissimo il Ghetto cinquecentesco, affermò che “il commercio e il profitto di questo stato consiste in tutte le nazioni”.

 

Campiello dell'Anconeta

 

Nonostante Venezia sia spesso considerata immutabile, molte cose sono scomparse. Il Campiello dell’Anconeta ne è un perfetto esempio. Durante il Medioevo, venne esposto un dipinto miracoloso della Madonna presso la chiesa di san Marcuola, dove cominciarono ad arrivare centinaia di fedeli ogni giorno. Un gruppo di ragazzi, tuttavia, rubò la piccola icona, o anconeta appunto, e la portarono proprio in questo campiello, dove costruirono un santuario, che dovette essere rimpiazzato da una vera e propria chiesa per accomodare le folle di religiosi in cerca di un miracolo. La chiesa dell’Anconeta fu distrutta completamente nel 19esimo secolo, ma permane quantomeno nel nome stesso del campiello.

 

Campo della Maddalena

 

Campo della Maddalena è uno dei luoghi più intriganti di Venezia, dove si possono apprezzare scorci tipicamente veneziani per l’armonia creata dai colori, i riflessi e le forme. Oltre ai giochi di luce tra il l’acqua del rio e il vetro delle finestre intorno, questo campo è una mescolanza di linee ed angoli contrastanti, sebbene rispondano tutti a problemi urbani reali.

Infatti, poiché un tempo il livello del terreno era troppo basso, una parte del campo venne rialzato per elevare il livello di acqua potabile nella cisterna sottostante, che veniva altrimenti contaminata dalle acque fangose della laguna. I palazzi stessi, con i camini di varie forme e misure, sono tutti di colori e grandezze differenti, ed è proprio questo che rende il Campo della Maddalena uno spettacolo affascinante di caos apparente.

 

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