Il Faro di Murano, San Pietro Martire e Museo del Vetro

Il Faro di Murano

 

Il Faro di Murano fu costruito nel 1912, ma già dal Medioevo vi era qui una torretta di legno che fungeva da vedetta, proprio come venivano usati i campanili delle chiese (tra i quali il famoso Campanile di San Marco), da dove si scrutava l’arrivo delle navi mercantili, o ancora più urgentemente, l’avvicinarsi di imbarcazioni nemiche.

 

 

 

 

San Pietro Martire

 

La chiesa gotica lungo il canale è San Pietro Martire. La facciata di mattoni a vista s’interrompe con il biancore dell’entrata Rinascimentale. Di grande attrattiva è il chiostro interno, come anche importanti dipinti di Bellini e Veronese. Un altro gioiello sopresa in questa chiesetta è il campanile, che tiene tre imponenti campane che arrivarono in pieno medioevo dall’Inghilterra, dove era molto conosciuta la produzione di campane.

 

 


Museo del Vetro

 

L’arte dei vetrai inizia agli albori della storia di Venezia. Ma fu a partire dal ‘400, con l’aprirsi delle rotte commerciali verso l’Oriente, che gli oggetti di vetro muranesi diventarono merce ricercata in tutto il mondo; addirittura, le perle di vetro venivano usate come vere e proprie monete in diverse parti del Medioriente. Non è un’esagerazione che il vetro muranese era una delle fonti maggiori di guadagno della Repubblica. Motivo per cui i segreti dell’arte vetraia erano e sono tutt’ora conservati con estrema vigilanza; si può, tuttavia, imparare molto da una dimostrazione dal vivo in una delle officine dell’isola, e soprattutto al Museo del Vetro, dedicato alla storia e l’evoluzione dell’arte vetraia a Venezia e Murano.

 

 

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