Lista di Spagna, San Geremia e Ponte delle Guglie

Lista di Spagna

 

Questa che stiamo percorrendo è Lista di Spagna. Il nome deriva dal verbo “listare”, che significava delimitare, e infatti si riferiva ad una zona della calle delimitata da pietre di Istria, entro la quale i diplomatici stranieri godevano di immunità diplomatica. Qui, dove oggi si trova il Grand Hotel Principe, un tempo aveva sede l’Ambasciata Spagnola a Venezia. Questa lista è inoltre un rio terà, ovvero un canale che è stato successivamente interrato per favorire la viabilità pedonale in città.

 

 

 

San Geremia

 

Fermiamoci un attimo in Campo San Geremia e contiamo le vere da pozzo: ce ne sono addirittura 4, un piccolo record per un campo veneziano.

La Chiesa di San Geremia ospita in verità il corpo di Santa Lucia da quando la chiesa a lei dedicata venne rasa al suolo per fare spazio alla stazione ferroviaria. Data la grandezza del campo, qui si praticava spesso la caccia dei tori, che probabilmente fu importata e promossa dall’ambasciatore spagnolo che risiedeva a pochi passi dal campo.

Il palazzo barocco di fianco alla chiesa è il Palazzo Labia; apparteneva ad una famiglia molto benestante, i cui membri erano soliti organizzare feste smodate, durante le quali gettavano argenteria, gioielli e monete dalla finestra, urlando goliardicamente: “L’abia o no l’abia, sempre sarò Labia”. Questo ostentazione di ricchezza era leggermente falsata dal fatto che facevano sistemare delle reti sotto le finestre, e i servi si precipitavano a recuperare i beni caduti al loro interno.

 

 

Ponte delle Guglie

 

Nonostante il Ponte delle Guglie risalga al 1285, le “guglie”, ovvero i quattro obelischi posizionati agli angoli delle balaustre, furono aggiunte solo nel 19esimo secolo; prima infatti, questo era il Ponte di Cannaregio, come il Rio di Cannaregio che vi passava sotto e che collega la Laguna al Canal Grande. ll Ponte delle Guglie, come molti ponti veneziani, era anticamente un ponte levatoio, privo di scorrimano e interamente in legno, che però aumentava il rischio d’incendi, motivo per cui quasi tutti i ponti a Venezia furono ricostruiti in pietra.

 

 

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