Palazzo Ducale, Colonne di Marco e Todaro e Bacino di San Marco

Palazzo Ducale

 

Il Palazzo Ducale, il centro del potere della città di Venezia, residenza del Doge e sede della magistratura. Definito da Ruskin come la fusione perfetta di Oriente e Occidente, è l’esempio perfetto del gotico veneziano. Il motivo esterno, infatti, è una tappezzeria fatta di mattoni bianchi e rosa alternati, in uno stile più orientale che europeo. Il risultato è un telo fiorito policromo unico al mondo. Un tempo il Doge si sarebbe affacciato al popolo dal balcone che dà sul bacino, e sopra cui domina la figura della Giustizia, uno dei simboli cardine di Venezia.

A differenza di tutti gli altri centri di potere al mondo, come rocche e castelli, il Palazzo Ducale non aveva alcun ruolo difensivo, ma puramente estetico; se da una parte Venezia era protetta da una muraglia d’acqua invalicabile, ciò è testimonianza di quanto i Veneziani fossero certi della propria superiorità marittima e militare.

 

Colonne di Marco e Todaro

 

In cima alle due alte colonne, che rappresentano una sorta di entrata a Piazza San Marco, si trovano i due patroni di Venezia: su una, il leone alato che rappresenta San Marco e la forza di Venezia, e sull’altra San Todaro che uccide il drago, antico protettore della città prima di San Marco.

Le colonne arrivarono nell' 11esimo secolo, ma rimasero stese a terra per oltre un secolo, poiché non vi era la tecnologia adatta per erigerle. Fu solo nel 1172 che l’ingegnere Nicolò Barattieri ebbe l’intuizione di bagnare le corde tiranti con l’acqua, le quali restringendosi sollevarono i monoliti. Come ricompensa per il suo ingegno, la città gli permise di praticare il gioco d’azzardo tra le due colonne, altrimenti severamente bandito in tutta la Repubblica. Dopo la sua morte, lo spazio tra le due colonne diventò il luogo delle esecuzioni capitali pubbliche, come monito alla popolazione.

 

Bacino di San Marco 

 

Tra la Punta della Dogana e il Palazzo Ducale si trova il Bacino di San Marco.

Di fronte al Palazzo Ducale si può vedere l’isola di San Giorgio Maggiore, con la chiesa rinascimentale edificata da Palladio a metà ‘500. In origine l’isola si chiamava isola dei Cipressi, prima che diventasse un importante monastero benedettino. Ora, si possono vedere una miriade di isole e isolotti sparsi oltre San Giorgio, ma se guardate in lontananza vedrete una striscia di terra orizzontale, il Lido di Venezia, che separa la città dal Mare Adriatico, da dove entravano le navi mercantili a Venezia, prima di passare per la Punta della Dogana per caricare o scaricare merci, assicurando così alla Repubblica di Venezia il controllo delle rotte commerciali del Mediterraneo.

Affari economici a parte, questo è un luogo che ha ammaliato pittori da tutto il mondo nel tentativo di coglierne l’unicità inafferrabile; noi possiamo semplicemente consigliare di rilassarvi e godervelo a pieno per quello che è.

 

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