San Giorgio dei Greci, Scuola di San Giorgio degli Schiavoni e San Zaccaria

San Giorgio dei Greci

 

La storia di Venezia fu da sempre inesorabilmente legata a Costantinopoli, l’antica capitale dell’Impero Bizantino. Una grande parte della popolazione era formata da quelli che oggi chiameremmo Greci. Dopo la famosa e famigerata quarta crociata del 1204, durante la quale Venezia saccheggiò i tesori più preziosi da Costantinopoli, e decretando così l’inizio del tracollo dell’Impero Romano d’Oriente, iniziò l’esodo dei suoi cittadini verso Occidente, e soprattutto verso Venezia, la nuova superpotenza. E già nel 16esimo secolo, si contarono più di 4000 greci ortodossi a Venezia, che mantenevano fieramente la loro lingua, le loro tradizioni e soprattutto la loro religione; lo Stato Veneziano, mai avverso alla pluralità di credi, gli permise di costruire una chiesa ortodossa, la Chiesa di San Giorgio dei Greci, splendida anche all’interno.

 

 

Scuola di San Giorgio degli Schiavoni

 

A Venezia, in passato, lo Stato assegnava una scuola alle comunità di stranieri, un luogo dove essi potessero incontrarsi e soprattutto lavorare; non è un segreto che permettendo a queste comunità nazionali di lavorare e prosperare in città, Venezia accresceva la propria ricchezza. Spesso ingiustamente ignorata, la splendida Scuola di San Giorgio degli Schiavoni apparteneva ai Dalmati, provenienti dai paesi balcani e a Venezia noti come Schiavoni.

Oggi San Giorgio è l’unica scuola nazionale ancora in funzione, poiché tutte le altre vennero abbattute o radicalmente trasformate da Napoleone dopo il 1806. All’interno troverete l’incredibile ciclo di dipinti di Vittore Carpaccio, una delle figure più rivoluzionarie dell’arte rinascimentale e della storia dell’arte in generale.

 

 

San Zaccaria

 

La Chiesa di San Zaccaria è una delle più antiche di Venezia. La struttura originaria risale al nono secolo, nonostante la sua facciata sia chiaramente rinascimentale, ed è difficile non rimanere colpiti dalla serenità dei bianchi e dei rosa che la adornano. Questa tranquillità è compensata dal fatto che molti Dogi furono assassinati proprio davanti alla chiesa, tanto da meritarsi il nome di chiesa degli omicidi.

Alla destra della chiesa, l’edificio in mattone rosso era sede di un convento di monache, che non avevano però una reputazione di pura castità; molte infatti provenivano da famiglie nobili, che speravano di entrare nel cerchio della chiesa dove, si sa, circolavano grandi somme di denaro. Il convento diventò famoso per le sue feste dove le monache potevano incontrare giovani uomini, e fu per a un certo punto entrambe le entrate al campo venivano chiuse al tramonto.

 

 

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