Squero di San Trovaso, Zattere e Gesuati

Squero di San Trovaso

 

La gondola è forse la barca più riconoscibile al mondo; tuttavia, sono in pochissimi, anche tra i Veneziani stessi, a sapere quanto sia perfetta dal punto di vista ingegneristico. Certamente, è richiesta grandissima abilità per portarne una, ma non è niente in confronto alla mestria che sta dietro alla sua fabbricazione. Ci vogliono ben 500 ore per creare una gondola, che in media ha una vita di 20 anni solamente. Lo squero è proprio il cantiere dove vengono costruite le gondole, e lo Squero di san Trovaso, qui, è certamente il più famoso e visitato tra gli squeri ancora operativi a Venezia. Lo squero ricorda a molti una casa di montagna, e non a caso. Non dimentichiamo che per procurarsi il legno, i veneziani dovevano viaggiare verso la terraferma e le zone montane, non essendoci foreste o boschi in laguna. È probabile che questo tipo di edificio fosse una replica di ciò che i mercanti trovavano nei loro viaggi, e la città inizialmente era prevalentemente costruita in legno, che fu poi sostitutio dalla pietra per far fronte ai numerosi incendi.

 

Zattere

 

In passato, non era facile procurarsi del legno a Venezia, semplicemente perché non vi erano grandi boschi e foreste nei dintorni della laguna. Bisognava viaggiare in terraferma, e nel passato qui si sarebbero viste delle zattere molto lunghe cariche di tronchi d’albero, che dalle montagne, passavano giù per i fiumi, nella laguna e finalmente, lungo il Canale della Giudecca, per attraccarsi su questa fondamenta, la fondamenta delle Zattere appunto. Se facessimo un tuffo nel passato, la calma delle molte persone che oggi vediamo passeggiare o prendere il sole d’ estate, si trasformerebbe in un chiassoso via vai di mercanti, falegnami e facchini intenti a smistare le enormi quantità di legno appena arrivate. Inoltre queste zattere sarebbero venute a depositare anche ingenti carichi di sale che sarebbero poi stati immagazzinati nei Magazzini del Sale, gli immensi magazzini del sale un po' più in là sul lungomare, a testimonianza della riuscita dipendenza di Venezia dalle sue risorse naturali. Oggigiorno, le zattere che un tempo viaggiavano per questo Canale sono state sostituite dalle grandi crociere di linea, che minano le fondazioni delle fondamenta e inquinano l’aria, ma allo stesso tempo garantiscono un flusso turistico di grande interesse alla città.

 

Gesuati

 

Se vi rivolgete verso la Giudecca, sarete subito attratti dall’elegante facciata della Chiesa del Redentore, costruita da Andrea Palladio, l’architetto simbolo del Rinascimento Veneziano e Italiano, amante delle proporzioni classiche, dell’eleganza e della semplicità allo stesso tempo. Nel 17esimo secolo, tuttavia, lo stampo del rinascimento palladiano venne sostituito dallo stile barocco che si espandeva in Europa con la sua pomposa architettura esterna e le sue sfarzose decorazioni in oro interne. Il nome del Palladio a Venezia venne sostituito con quello di Massari, un giovane architetto che nel ‘700 riedificò la Chiesa dei Gesuati (ufficialmente di Santa Maria del Rosario) qui. Questa chiesa si affaccia sul Canale della Giudecca, il lembo di terra dall'altra parte, quasi in atto di sfida alla Chiesa del Redentore. È il giorno del Redentore, festa religiosa celebrata nel mese di luglio in onore della fine della peste nel 16esimo secolo, che un ponte collega le Zattere alla Giudecca; le barche pubbliche smettono di correre e l'intero canale è tappezzato di barche, canoe e yacht dove la gente mangia, beve e balla al ritmo della musica prima di godersi i fuochi d'artificio di mezzanotte. Davvero un'esperienza unica, tutta Veneziana.

 

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